Un anno di fototrappole

Dal nuovo regolamento per la gestione integrata dei rifiuti, approvato 12 mesi fa, sono 156 le sanzioni redatte nel Comune di San Giovanni Valdarno per abbandono dei rifiuti o conferimento errato di cui 60 illeciti individuati grazie all’uso delle fototrappole.

Circa un anno fa è stato approvato il nuovo regolamento per la gestione integrata dei rifiuti e per altri servizi di igiene ambientale che, fra le altre cose, istituiva la figura dell’ispettore ambientale e disciplinava la videosorveglianza con fototrappole nel territorio comunale di San Giovanni Valdarno. Una lotta al degrado e alla mancata attenzione verso l’ambiente che parte da un’intensa campagna di informazione sulle corrette modalità di conferimento e di raccolta fino ad arrivare all’individuazione dell’illecito e alle eventuali sanzioni.

In 12 mesi sono state 156 le sanzioni redatte nel Comune di San Giovanni Valdarno per abbandono dei rifiuti o conferimento errato. Fra queste, 60 illeciti sono stati individuati grazie all’uso delle foto trappole, sistemi di videosorveglianza posizionati nei pressi delle postazioni di cassonetti che, appena rilevano un movimento, scattano video e foto sia di giorno sia di notte. Le fototrappole sono collocate in punti strategici del Comune e vengono spostate periodicamente per un controllo più efficace ed efficiente.

I comportamenti che l’amministrazione si prefigge di contrastare, grazie all’ausilio delle fototrappole, sono i più disparati: dalla mancata osservazione delle norme che regolano il conferimento di rifiuti nei cassonetti, all’abbandono di rifiuti ingombranti, agli scarichi di rifiuti speciali. Le sanzioni applicabili variano a seconda della gravità del fatto rilevato e arrivano fino a 400 euro per chi introduce nei cassonetti della raccolta rifiuti provenienti da lavori di ristrutturazione e/o manutenzione domestica o a 500 euro per chi lascia materiali accesi o incandescenti, come le ceneri della stufa o del caminetto. Senza tralasciare il fatto che alcuni comportamenti possono rappresentare ipotesi di delitti di inquinamento e disastro ambientale in base al codice ambientale e che l’abbandono da parte di imprese o titolari di partita Iva rientra tra le violazioni penali e quindi passibile di denuncia.

Con la chiusura dei cassonetti ad accesso controllato – iniziata il 27 aprile nei quartieri di Porcellino Ponte alle Forche e Oltrarno e che proseguirà il 25 maggio con il centro e la zona delle Fornaci e il 22 giugno con i quartieri Bani e Grucci – le postazioni per il conferimento possono o potranno essere utilizzate unicamente attraverso le tessere 6card. Per questo sono stati intensificati i controlli da parte della Polizia municipale e degli ispettori ambientali per spiegare il corretto funzionamento e intervenire con eventuali sanzioni.

“Nell’ambito della riorganizzazione del sistema della raccolta dei rifiuti nel territorio comunale – spiegano il sindaco Valentina Vadi e l’assessore all’ambiente Laura Ermini – abbiamo messo in atto, nel corso dei mesi, una serie di azioni e di interventi che hanno lo scopo, da una parte di aumentare la percentuale di raccolta differenziata, dall’altra di preservare il decoro e pulizia dell’ambiente urbano. E’ stato reso omogeneo il sistema di raccolta con l’estensione dei cassonetti ad accesso controllato in tutti i quartieri e, zona dopo zona, stiamo procedendo alla loro chiusura per poterli poi usare tramite la tessera 6card. E’ stata potenziata ed informatizzata l’isola ecologica del Ponte alle Forche, è stata promossa una campagna di comunicazione ed informazione sul corretto ed adeguato conferimento con il supporto della associazione Progetto Cittadini Attivi, è stata collocata anche nel quartiere Oltrarno la Stazione ecologica per lo smaltimento di alcune tipologie di rifiuti, è stato attivato il servizio di ritiro di rifiuti in cemento amianto prodotti da privati cittadini. In questo complesso di azioni, l’introduzione degli ispettori ambientali e l’istallazione delle fototrappole ha costituito senza dubbio un passaggio importante con lo scopo di disincentivare nella cittadinanza comportamenti non adeguati di abbandono dei rifiuti e di monitoraggio delle postazioni più critiche. Le sanzioni emesse dalla Polizia Municipale sono frutto di questo lavoro che auspichiamo possa contribuire a diffondere sempre più condotte di rispetto dell’ambiente urbano, insieme ad azioni che parimenti valorizzino i cittadini responsabili e virtuosi”.

Oltre all’uso delle fototrappole, da un anno sono presenti sul territorio gli ispettori ambientali, persone preparate e competenti che hanno la qualifica di incaricato di pubblico servizio e si occupano, principalmente, di far rispettare il regolamento comunale per la gestione dei rifiuti, oltre alle norme nazionali in materia ambientale. I cittadini possono rivolgersi a loro per ottenere informazioni utili o chiedere supporto. Come agenti accertatori inoltre, hanno facoltà di assumere informazioni, procedere ad ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla dimora privata, effettuare rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e compiere ogni altra operazione tecnica tesa ad individuare le differenti responsabilità. I verbali redatti vengono poi inviati alla Polizia municipale che si occupa, materialmente, di irrogare le successive sanzioni.

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