Podere Rota, la Regione respinge la richiesta di Csai di dilatazione ulteriore del Paur e convoca la prima conferenza dei servizi

Scadevano il 18 agosto i sei mesi concessi dalla Regione Toscana per procedere alle verifiche necessarie sul terreno della discarica e, eventualmente, intervenire con la bonifica del sito. La richiesta di ulteriori sei mesi di tempo da parte del gestore non è stata accordata e, per la prima volta, sarà convocata la conferenza dei servizi

La Regione Toscana, con una comunicazione della direzione “Ambiente ed energia settore valutazione impatto ambientale – valutazione ambientale strategica” inviata a Csai il 19 di agosto – e per conoscenza anche ai comuni del Valdarno oltre che ad altri enti – ha respinto la richiesta del gestore della discarica di Podere Rota di un’ulteriore dilazione della sospensione del Procedimento autorizzatorio unico regionale. Lo scorso 18 febbraio, infatti, Csai aveva chiesto formalmente alla Regione Toscana la sospensione del Paur sull’ampliamento della discarica di Podere Rota per rifiuti speciali non pericolosi, in attesa di un piano di caratterizzazione approfondito che potesse ricostruire in modo puntuale la situazione relativa all’intera area. Una decisione presa a seguito dei rapporti di ispezione ambientale (Ria) e dei rilievi di Arpat Arezzo del 2020 e del 2021 che evidenziavano una potenziale contaminazione delle acque sotterranee. La sospensione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale aveva lo scopo di procedere a verifiche rigorose sul terreno della discarica, stabilire se vi fosse inquinamento e chi ne fosse il responsabile. In caso di conferma dei rilievi di Arpat, diventerebbe necessario procedere alla bonifica del sito. La Regione, a febbraio scorso, accordò a Csai 6 mesi di tempo per muoversi nella direzione indicata e i 6 mesi sono terminati il 18 agosto.
Il 2 agosto, tuttavia, Csai ha presentato alla Regione una nuova istanza per la concessione di ulteriori 6 mesi di sospensione del Paur sempre, come si legge nella documentazione, “nelle more della definizione del procedimento prima di approvazione del piano di caratterizzazione e, in seguito agli esiti dell’attuazione dello stesso, di eventuale individuazione del soggetto responsabile e successivamente progetto di bonifica e/o della determinazione dei valori di fondo”. A questa ulteriore richiesta, con una serie di motivazioni normative, la Regione Toscana ha risposto con un diniego annunciando che procederà alla convocazione della prima conferenza dei servizi. L’incontro tra le pubbliche amministrazioni e gli altri enti coinvolti sul progetto di ampliamento era stato convocato e rinviato tra il 2021 ed i primi mesi del 2022 quattro volte. “Pertanto, sulla base di quanto sopra evidenziato” si legge nella comunicazione della Regione del 19 agosto, “si ritiene non sussistano le condizioni per ulteriormente procrastinare la sospensione dei termini del procedimento come da richiesta formulata con vostra nota prot. 0305293 del 02.08.2022; con la presente si informa quindi che, decorso il termine dei sei mesi già assentito, si procederà a convocare la prima riunione di conferenza di servizi”.

“Già la richiesta di sospensione avanza da Csai ed accolta dalla Regione Toscana a febbraio scorso aveva costituito un segnale importante in tutta questa lunga vicenda relativa al progetto di ampliamento della discarica per rifiuti speciali non pericolosi di Podere Rota”, ha commentato il sindaco di San Giovanni Valdarno. “Si riconosceva, per la prima volta, la necessità di mettere in atto tutte le procedure necessarie ad indagare ed approfondire la situazione dell’area sulla quale sorge la discarica, dopo la copiosa documentazione di Arpat Arezzo e dopo il lavoro puntuale portato avanti per due anni da istituzioni, cittadini, associazioni perché si facesse luce sulla potenziale contaminazione delle acque sotterranee. Ritengo che la nuova richiesta del gestore Csai di un’ulteriore dilazione di altri sei mesi, non accordata dal settore via della Regione Toscana, stia a significare che ancora l’indagine sull’area e la conseguente bonifica non sono concluse e di questo la Regione dovrà tenere conto nell’ambito della Conferenza dei servizi che si aprirà a breve. Laddove non ci fosse una chiara definizione della situazione del terreno e la bonifica non fosse stata compiuta non potrebbero esserci le condizioni ambientali necessarie per autorizzare l’ampliamento della discarica. Sono convinta che questo nuovo passaggio costituisca ancora un altro passo avanti verso la chiusura della discarica di Podere Rota, dopo che l’assemblea di Ato Sud, nel dicembre del 2021, ha stabilito la fine dei conferimenti dei rifiuti urbani a Podere Rota con il completamento dei volumi attualmente esistenti, conferimento che si è concluso nel mese di luglio. Dopo quasi due anni, sono fiduciosa di poter avere un quadro chiaro della situazione relativa all’area su cui sorge la discarica, tenendo fermo l’obiettivo, per noi prioritario, della chiusura definitiva della discarica, attiva da oltre trent’anni”, ha concluso il sindaco.

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