-“Mehr Licht!”- (più luce!) a Casa Masaccio

a cura di Rita Selvaggio
30 ottobre – 12 dicembre 2021

Sabato 30 ottobre alle 18:30 a Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea di San Giovanni Valdarno si inaugura -“Mehr Licht!”. (più luce!) a cura di Rita Selvaggio, una mostra collettiva che rimarrà visibile fino a domenica 12 dicembre.

  Alfredo Jaar

-“Mehr Licht!”- (più luce!) Le ultime testuali parole pronunciate da Johann Wolfgang von Goethe prima di morire danno il titolo alla prossima mostra di Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea che sarà inaugurata sabato 30 ottobre alle 18:30 e resterà aperta fino a domenica 12 dicembre.

Per lo scrittore tedesco, una delle più importanti voci della letteratura di tutti i tempi, la luce era intesa, soprattutto, come fonte di conoscenza. E il concetto di luce è stato un elemento fondante della storia dell’arte, oltre che un mezzo imprescindibile per la visione e per la trasmissione dei colori nello spazio. A partire dagli anni Sessanta del secolo scorso inoltre, con la diffusione dell’arte optical e dell’arte cinetica, è diventato parte integrante del linguaggio espressivo dell’arte.

La mostra in Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea, curata da Rita Selvaggio, riunisce sette artisti di varie nazionalità e generazioni i cui lavori, selezionati per questa occasione, si focalizzano su fenomeni percettivi e sull’idea che la luce stessa possa essere sia soggetto che materia dell’arte. Alberto Garutti (Galbiate, Lecco, 1948), Alfredo Jaar (Santiago del Cile, CL, 1956), Ann Veronica Janssens (Folkestone, UK, 1956), Joseph Kosuth (Toledo, USA, 1945), Daniele Milvio (Genova, 1988), Kaspar Müller (Schaffhausen, CH, 1983), Michel Verjux (Chalon-sur-Saône, FR, 1956), operano sul concetto di energia intesa sia come luce sia come entità della natura.

L’intervento di Alberto Garutti consiste nel disseminare nel percorso espositivo opere della serie “Che cosa succede nelle stanze quando le persone se ne vanno?” (1993-2021), in cui l’artista si appropria di stralci di memoria domestica e materiali di vita quotidiana per continuare la sua sottile analisi critica dei sistemi espositivi. Anche in questa occasione i contributi di Alfredo Jaar, indiscusso protagonista dell’arte di oggi, incorporano questioni che riguardano problematiche socio-politiche e si interrogano sul significato di lotta e partecipazione, di impegno politico e sociale.

Nella pratica di Anna Veronica Janssens, l’obiettivo principale è quello di indagare la percezione della realtà smaterializzandola attraverso vari mezzi, principalmente con la luce. Dalla fine degli anni ’80, il suo lavoro si è infatti sviluppato basandosi su fenomeni ottici naturali di luce e colore. L’artista sperimenta sempre i tratti distintivi di materiali scelti con cura (vetro, specchi, alluminio, nebbia artificiale), forme e luce, facendoli interagire con la nostra percezione della realtà, per creare un vocabolario ricorrente di motivi minimalisti.

Mehr Licht! è dedicata alla memoria di Daniele Del Giudice, uno dei massimi scrittori italiani recentemente scomparso, i cui saggi contenuti nel volume “In questa luce” (Einaudi, Torino 2013) hanno accompagnato il procedere della mostra. In virtù di questa sentita dedica, Joseph Kosuth propone l’installazione “Quoted Use” (2019) i cui elementi comprendono, tra gli altri, l’ipotetica poltrona di Virgina Woolf, il tavolino da scrittura di Jane Austen e lo scrittoio di Kirkegaard, la lampada di Simone De Beauvoir, il telefono di Samuel Beckett etc. Kosuth, uno dei pionieri dell’arte concettuale e dell’arte installativa, a partire dagli anni Sessanta ha dato vita a opere basate sul linguaggio e su strategie di appropriazione.

Kaspar Müller conferma anche in questa occasione il suo fare da “bricoleur”, trasfigurando i codici del design dei complementi d’arredo delegati all’illuminazione di interni, li sovverte attraverso minime variazioni, inventando altri oggetti. Il fluire dei significati comunemente attribuiti a questo tipo di elementi lavora insieme ad immagini, icone e costellazioni di simboli per mettere a punto un unico dispositivo che si espande nel tempo e nello spazio per suggerire scenari alternativi di dispersione e di successivo recupero di energia. Per Mehr Licht!, Kaspar Müller ha appositamente pensato “Tree of lights” (2021) un’opera che si muove tra scultura, design e arte in un contesto funzionale.

Il lavoro di Daniele Milvio si fonda su un’iconografia errante che non ha alcuna origine nella speculazione formale, ma nasce e prende forma nella pratica quasi quotidiana del disegno. Per la mostra in Casa Masaccio, l’artista presenta “In tutta la città si facevano testamenti” (2016), un bronzo collocato nel “chiasso” dell’edificio, pensato con l’intento di creare una scultura di difficile datazione, ma che in realtà risulta essere una lampada ad olio ipertrofica la cui iconografia fa riferimento a motivi della prima metà del XVII secolo.

Quelli di Michel Verjux, più che spazi interni sono “corpi interiori”, simili alla luminescenza biotica, diversi dal luminismo pittorico, dalle sculture di luce soggette alla semplice contemplazione. La loro topologia ne fa soglie di invito a transiti percettivi, indici di legame tra energia, concetto e materia sottostante. Gli “éclairages” dell’artista francese consistono di fatto in pura “luce”, proiettano la luce artificiale sulla solare, lustrano in quanto rischiarano.

-“Mehr Licht!”- (più luce!) è stata realizzata con il sostegno di Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la Cultura e Stadt Schaffhausen, ed è stata possibile grazie alla collaborazione con: A Arte Studio Invernizzi (Milano), Galleria Alfonso Artiaco (Napoli), Galleria Lia Rumma (Napoli / Milano), Galleria Federico Vavassori (Milano), Studio Alberto Garutti (Milano). Un grazie speciale a tutti gli artisti coinvolti nel progetto, ai prestatori e a: Epicarmo Invernizzi (A Arte Studio Invernizzi, Milano), Alfonso Artiaco, Ilaria Artiaco e Luigi Giovinazzo (Galleria Alfonso Artiaco, Napoli), Lia Rumma, Paola Potena, Edith Ballabio, Sara Ceroni, Camillo Triulzi, Francesca Vitullo (Galleria Lia Rumma, Napoli / Milano), Giacomo Nigro, (Studio Alberto Garutti, Milano).

Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 e sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Icittadini di età superiore a 12 anni privi di esenzione medica potranno accedere solo esibendo il Green pass.

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