Guerra civile in Toscana, da San Giovanni Valdarno una giornata nazionale di studi

Sarà sabato 20 marzo, con inizio alle ore 9,45, in diretta streaming sulla piattaforma Civicam.it del Comune di San Giovanni e sulla pagina Facebook del Comune il convegno che, in occasione del centenario delle vicende del 1921, promuove un’articolata riflessione storica e politica

 

1921, primi mesi dell’anno. In Toscana si addensano eventi insurrezionali antifascisti, a vasta partecipazione popolare, e violente azioni squadriste a forte impatto politico e sociale, con conseguenze di lunga durata. L’assassinio di Spartaco Lavagnini (27 febbraio), i fatti di Empoli (1° marzo), l’insurrezione del Valdarno (23 marzo), i fatti di Renzino a Foiano della Chiana (17 aprile), che ne costituiscono gli esempi più significativi, assumeranno una valenza nazionale fino a diventare, nel tempo, contrapposti “miti fondativi”: martirologio fascista versus memoria partigiana delle insorgenze.
2021, è trascorso un secolo da queste vicende.  E, in occasione della ricorrenza centenaria, il Comune di San Giovanni Valdarno ha deciso di progettare una giornata nazionale di studi denominata “Guerra civile in Toscana. 1921 – 2021 riflessioni sulla violenza politica” organizzata con il coordinamento scientifico del professor Giorgio Sacchetti. Il convegno, che avrà il patrocinio della Regione Toscana, del comune di Empoli, del comune di Cavriglia e del comune di Foiano della Chiana e con la collaborazione dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri e dell’Archivio Famiglia Berneri – Aurelio Chessa di Reggio Emilia, si svolgerà in diretta streaming sulla piattaforma Civicam.it del Comune di San Giovanni (https://comunesgv.civicam.it/live50-Guerra-civile-in-Toscana-1921-2021-riflessioni-sulla-violenza-politica.html) e sulla pagina Facebook del Comune, sabato 20 marzo con inizio alle 9,45.
Con contributi autorevoli, si cercheranno di focalizzare le differenti vicende accadute nel 1921 sotto il prisma di una lettura aggiornata ed originale, incentrata sia sulle categorie interpretative della guerra civile e della violenza politica, sia sulle modalità comunicative della public history. L’iniziativa si collega direttamente a un omologo convegno promosso da Archivio Berneri e Biblioteca Panizzi che si terrà all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia il 6 novembre 2021 e che focalizzerà, sul piano nazionale, le medesime tematiche.
L’obiettivo finale sarà quello di produrre una corposa pubblicazione che recepisca i risultati conseguiti nei due appuntamenti scientifici.

“E’ un onore ed una soddisfazione poter ospitare a San Giovanni Valdarno una giornata nazionale di studi dedicata alla Guerra civile che interessò la Toscana nei primi mesi del 1921, con relatori di rilievo provenienti da tutta Italia”, ha dichiarato Valentina Vadi, sindaco di San Giovanni Valdarno. “Nei primi mesi del 1921 scoppiarono, anche in Toscana, tumulti insurrezionali antifascisti e popolari e violente azioni squadriste e fasciste che ebbero un forte impatto sociale e politico e conseguenze di lunga durata. A cento anni di distanza da quegli episodi, questa giornata di studi ha lo scopo di divulgare e far conoscere quanto accadde, tornando all’origine dello specifico culturale e politico del nostro territorio che vanta un fiero passato antifascista.

Ringrazio le amministrazioni comunali di Empoli, Foiano della Chiana e Cavriglia e l’amministrazione regionale per la partecipazione ed il contributo, importante, che hanno offerto; ringrazio il professore Giorgio Sacchetti, curatore scientifico del progetto, e l’assessorato alla cultura del Comune di San Giovanni Valdarno che ha colto l’opportunità significativa di far svolgere nel nostro Comune questa giornata di studi”.

 

“Come curatore scientifico del convegno – ha commentato il professor Giorgio Sacchetti – ma anche come conterraneo, vorrei rivolgere un appello alle valdarnesi e ai valdarnesi. Lo farò con le modalità della public history. Guardate bene la foto del nostro manifesto (Unione Anarchica Valdarnese 1920, Archivio fotografico Vestri Montevarchi). Forse in quel gruppo di giovanotti dallo sguardo fiero e compiaciuto potreste notare un volto familiare. Sono tutti maschi (le donne c’erano ma, si sa, non avevano visibilità), operai della ferriera e minatori in gran parte. Sono in posa con i loro giornali, co’ i’ vestito bono e qualcuno indossa il fiocco nero dell’anarchia. L’istantanea è stata scattata verosimilmente nel dicembre 1920. Nessuno di loro avrebbe mai immaginato di trasformarsi, nel giro di una manciata di settimane, in ‘guerrigliero’. Per qualcuno quello fu l’ultimo ricordo, prima di disperdersi per sempre nei gorghi della guerra civile europea” .

Dopo l’apertura dei lavori da parte del sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi, porteranno il loro saluto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, il sindaco di Empoli Brenda Barnini, il sindaco di Foiano della Chiana Francesco Sonnati, Alberto Ferraboschi per l’Archivio Famiglia Berneri – Aurelio Chessa e Paolo Pezzino presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri.

Presiederà i lavori l’assessore alla cultura del Comune di San Giovanni Valdarno Fabio Franchi.
“Con questa giornata di studi il Comune di San Giovanni ribadisce il proprio impegno non solo per la diffusione del sapere e della cultura (come facciamo anche con le molte conferenze già svolte e le altre programmate), ma anche per la preservazione e la perpetuazione della memoria. Abbiamo voluto svolgere il convegno in una data che fosse la più ravvicinata possibile al 23 marzo, anniversario dell’insurrezione in Valdarno del 1921, proprio a sottolineare, anche simbolicamente, la ricorrenza del centenario. Una prestigiosa giornata di studi di carattere nazionale, che ospita interventi di studiosi di indiscussa fama ed autorevolezza. Questo appuntamento – sottolinea ancora l’assessore Franchi – insieme al suo omologo di novembre a Reggio Emilia, sarà quindi l’occasione per riflettere, a distanza di cento anni, con l’obiettività che il passare del tempo consente, su anni turbolenti, che da una parte vedono affiorare in modo prepotente tutte le questioni e le problematiche sociali, economiche e politiche lasciate irrisolte, come brace sotto la cenere, dalla Prima Guerra Mondiale, e dall’altra vedono crescere e trovare forza, radicamento e solidità le grandi ideologie politiche nate, affermatesi dalla seconda metà dell’Ottocento, fino a giungere alla loro manifestazione più evidente e ‘fisica’: la violenza”.

In ordine di intervento, porteranno il loro prezioso contributo Fabio Fabbri dell’Università di Roma Tre, Giorgio Sacchetti dell’Università dell’Aquila, Andrea Giaconi del Coordinamento toscano dei comitati per la promozione dei valori risorgimentali, Paolo Pezzino dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, Andrea Ventura dell’Università di Pisa, Laura Bottai dell’associazione Simposio di Ipparchia e FIDAPA Valdarno, Francesco Bellacci dell’Università di Firenze, Giulio Bigozzi della Società storica aretina, Paola Bertoncini del museo Mine di Cavriglia, Marco Betti dell’associazione Lentopede, Iara Meloni dell’Università statale di Milano, Toni Senta dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa e il ricercatore Rodolfo Vittori.

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