Medaglia d’onore del Presidente della Repubblica al sangiovannese Vittorio Vannacci

La consegna di questa mattina in Prefettura si è svolta in forma riservata a causa dell’emergenza sanitaria. Ha ritirato il premio il figlio Luciano; presente alla cerimonia anche il sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi

E’ Il Giorno della Memoria. Oggi, 27 gennaio, si ricorda “la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Anche la provincia di Arezzo ha pagato, in quel drammatico periodo della storia, il proprio tributo di sofferenza. Per questo, nel Giorno della Memoria, alle Prefettura di Arezzo, si è svolta la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore del Presidente della Repubblica, concesse ai “cittadini italiani, civili e militari, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto durante la Seconda Guerra Mondiale”.

Le celebrazioni sono avvenute in forma privata a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Fra i premiati, anche il sangiovannese di adozione Vittorio Vannacci, nato a Pistoia il 30 aprile del 1909 e internato a Neubrandemburg, Echthausen, Himmelphorten, Angelsdorf, Bonn, Hokenstei dal 19 settembre del 1943 al  primo gennaio 1945.

La medaglia è stata ritirata dal figlio Luciano, residente, con la famiglia a San Giovanni Valdarno. Presenti alla cerimonia anche il nipote di Vittorio, Giacomo, con i propri figli e il sindaco di San Giovanni Valentina Vadi.

“E’ stato emozionante ascoltare il racconto della prigionia e di anni difficili e dolorosi di un nostro concittadino – ha commentato il sindaco Vadi – E’ importante che le istituzioni organizzino manifestazioni di questo tipo per tener viva la memoria, per far conoscere la verità dei fatti. Abbiamo il dovere di condannare l’intolleranza, l’odio e l’aggressività senza riserva e lavorare ogni giorno per favorire l’accoglienza e l’inclusione”.

Gli altri premiati sono stati Mario Armandi, nato ad Arezzo il 29 aprile 1914 e internato a M. Stammlager XIII D dal 13 aprile del 1944 all’8 maggio del 1945 e Elio Rossi nato a Monte San Savino l’8 giugno del 1918 e deportato dall’8 settembre 1943 al primo giugno 1945.

“Oggi più che mai, questa giornata costituisce l’occasione per una riflessione collettiva sull’importanza del rispetto degli altri e sulla presa di coscienza che disuguaglianze, sopraffazioni e razzismo non siano solo legate a momenti storici particolari, ma strettamente connesse ai comportamenti delle persone, divenendo, in tal senso, esempio per le giovani generazioni affinché eventi tragici che hanno segnato la storia dell’Italia e dell’Europa non si ripetano – ha dichiarato il Prefetto di Arezzo Anna Palombi.

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