La città accoglie Palomar, la Casa della Cultura

Numerose le persone giunte dall’intero Valdarno per il taglio del nastro dell’edificio posto nella centrale piazza della Libertà a San Giovanni. I saluti istituzionali, le visite animate e la gioia della comunità.

Un evento importante, atteso a lungo e accolto con entusiasmo e partecipazione dai cittadini di San Giovanni Valdarno e non solo. E’ stata inaugurata questo pomeriggio Palomar, la Casa della Cultura, situata nella centrale piazza della Libertà. Pur nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid, numerose persone si sono riunite alle 17,15 per il taglio del nastro dell’edificio ristrutturato, restaurato ed allestito grazie ai contributi della Regione Toscana e all’impegno economico del Comune di San Giovanni Valdarno. La Casa della Cultura accoglie, fra le altre cose, la biblioteca comunale Masaccio in cui trovano posto il prestito librario, la consultazione e lo studio con postazioni a sedere, accoglienza, informazione e reference, biblioteca ragazzi, access point (per la fruizione gratuita della rete e della connessione con postazioni dedicate). E’ inoltre un luogo per attività culturali di varia natura, uno spazio libero, di confronto e di costruzione del sapere. I servizi e le funzioni della Casa della cultura, una volta terminata l’emergenza sanitaria e con il ritorno delle attività a pieno regime, saranno ulteriormente implementati.

La struttura è dotata di infrastrutture tecnologiche di nuova generazione tra cui l’introduzione di elementi di digitalizzazione nel prestito, che rappresenterà una delle innovazioni più importanti e un grande video wall, collocato nella sala conferenze al primo piano.

E proprio in questo spazio il sindaco Valentina Vadi, insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’assessore alla cultura di San Giovanni Fabio Franchi e alla progettista di biblioteche e spazi culturali Antonella Agnoli, ha accolto le istituzioni e i cittadini per presentare il progetto. “Oggi è un giorno importante per San Giovanni Valdarno, tanto atteso nella nostra comunità cittadina – ha sottolineato il primo cittadino Valentina Vadi – dopo oltre dieci anni di lavori apre le porte Pàlomar Casa della Cultura. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all’allestimento e alla sistemazione di Pàlomar Casa della Cultura perché potesse aprire le sue porte alla città: l’assessore alla cultura, Fabio Franchi, gli uffici comunali (cultura, comunicazione, area tecnica), i dipendenti della biblioteca Masaccio con un pensiero affettuoso rivolto alla direttrice Stefania Andreini, la segreteria del sindaco. Un ringraziamento speciale e particolare rivolgo alle due persone che hanno guidato e coordinato il lavoro e tutti noi negli ultimi mesi: Giuseppe Gherpelli, già direttore della Cultura del Comune di Firenze e Antonella Agnoli, autrice delle Piazze del Sapere e anima ideativa della nostra Casa della Cultura. Sono convinta che oggi sia un giorno importante per la nostra comunità, ma sia anche un segnale importante quello che si alza da San Giovanni Valdarno con l’inaugurazione della Casa della Cultura: in un momento storico difficile e, a tratti, drammatico in cui la cultura è ritenuta, forse più di sempre, un prodotto economicamente e finanziariamente poco remunerativo ed utile, aprire uno spazio pubblico, un luogo di saperi, conoscenza, relazioni e di costruzione di ‘cultura’ a disposizione della collettività sia un atto coraggioso e controcorrente di cui l’Amministrazione Comunale che io rappresento è fiera ed orgogliosa e che distingue San Giovanni Valdarno nel nostro territorio.

‘Fondare biblioteche’, ha scritto Marguerite Yourcenar nelle Memorie di Adriano ‘è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che, da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. Ho ricostruito molto, e ricostruire significa collaborare con il tempo, nel suo aspetto di “passato”, coglierne lo spirito o modificarlo, protenderlo quasi verso un più lungo avvenire; significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti’. Il mio auspicio – ha concluso il sindaco Vadi – è che Pàlomar Casa della Cultura possa rappresentare proprio questo: un luogo in cui si scava nel passato, si recuperano le radici per costruire e dare alla nostra comunità una prospettiva futura”.

“Palomar – ha aggiunto la progettista Antonella Agnoli – vorremmo che fosse non solo una biblioteca, non solo un luogo dove connettersi ad internet, ma uno spazio in divenire, carico di aspettative e di opportunità per ognuno, aperto a molteplici possibilità. Vorremmo che la Casa della Cultura di San Giovanni fosse il posto dove tutti, a prescindere dalla provenienza, dalla religione, dal titolo di studio, dall’orientamento sessuale o politico possano sentirsi a loro agio, come a casa”.

L’assessore alla cultura Fabio Franchi si è concentrato sulla scelta del nome spiegando come questa parola evocativa sia l’acronimo di Palazzo Marconi, il nome con cui tutti conoscono l’edificio in piazza della Libertà. E’ anche il titolo dell’opera di Italo Calvino, edita nel 1983, ispirato all’osservatorio astronomico di Monte Palomar, negli Stati Uniti, dove è collocato il famoso telescopio Hale. “La lente originaria dell’Osservatorio di Palomar, – ha spiegato l’assessore Franchi – la più grande al mondo, fu realizzata a Corning ed oggi è esposta proprio al Glass Museum di Corning, città con cui San Giovanni è gemellata. In più, alla fine degli anni Ottanta, il Comune di San Giovanni Valdarno organizzò quattro convegni nazionali dedicati rispettivamente a Calvino e la fiaba, Calvino e il cinema, Calvino e il comico e Calvino e l’editoria. E di ciascuno di essi fu pubblicato un volume. Palomar è quindi un termine polisemantico che intreccia il riferimento al nome del palazzo, il titolo di un’opera di uno degli scrittori italiani più celebri e rappresentativi che ha forti legami con la nostra città e l’osservatorio astronomico fra i più importanti al mondo situato nella Contea di San Diego in California la cui lente originaria è conservata in una città con noi gemellata. Palomar vuole essere una finestra aperta sul mondo. Osservare, esaminare, approfondire, allargare lo sguardo, sentirsi, attraverso la condivisione della cultura, parte di qualcosa di più ampio, oltre l’individualità. Un luogo libero di studio, confronto e crescita personale e collettiva. Come scrive Marguerite Yourcenar in Memorie di AdrianoFondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che, da molti indizi, mio malgrado, vedo venire’. Ma ancora più significativo il seguito della citazione: ‘Ho ricostruito molto, e ricostruire significa collaborare con il tempo, nel suo aspetto di passato, coglierne lo spirito o modificarlo, protenderlo quasi verso un più lungo avvenire; significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti’. Ecco, le pietre e la storia di questo palazzo, come dice la Yourcenar, vogliamo che siano una fondamentale sorgente di cultura della nostra comunità e a servizio della nostra comunità”.

“Sono felice di partecipare a questo bellissimo momento per la comunità – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. Siamo in una fase di ripresa e di ripartenza dopo un periodo difficile di separazione e rallentamento. E lo dobbiamo fare e lo stiamo facendo attraverso la cultura. E adesso abbiamo bisogno di guardare con speranza al domani, alle nuove generazioni. La Casa della Cultura rappresenta per San Giovanni e per il Valdarno un punto di riferimento dove condividere momenti sociali e di incontro. Uno spazio che arricchisce la vita sociale e cultura di una città laboriosa, aperta e importante della Toscana come è, appunto San Giovanni Valdarno”.

Dopo il taglio del nastro, gli interventi istituzionali e la benedizione da parte di Don Stefano Isolan, i cittadini hanno potuto scoprire, a piccoli gruppi in ottemperanza alle normative anti Covid, la Casa della Cultura attraverso visite animate a cura dell’associazione culturale Hey there! I am using theater di Andrea Giannoni. Sono intervenute 200 persone.

Nella sala grande al primo piano è stata allestita, a cura del Fotoclub il Palazzaccio, la mostra fotografica “Per te, per ricordarti spesso” della fotografa Claudia Corrent, esposizione che potrà essere visitata ogni giorno nell’orario di apertura della Casa della Cultura.

All’interno di Palomar è stata esposta anche una storia dell’edificio costruita sulla base di dati e documenti di archivio che ne ripercorre le fasi più importanti dalla realizzazione e le diverse destinazioni d’uso. Quella che è stata una “casa del popolo” prima e che è diventata “casa del fascio” durante il ventennio fascista, oggi, orgogliosamente, trova la sua essenza più autentica nella “casa della cultura”.

Palomar sarà aperta anche domani, domenica 20 giugno, dalle 9 alle 12.

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