CORSI D’ACQUA: SCATTA L’OPERAZIONE SICUREZZA

Dal centro alla periferia, tutti gli interventi programmati per restituire funzionalità idraulica a 17 km di corsi d’acqua del territorio

Sotto i ferri otto aste fluviali, a cominciare dal Borro della Madonna, dove, oltre al taglio della vegetazione, è in programma la rimozione dei sedimenti

Serena Stefani (Presidente CB2): “La manutenzione ordinaria serve per prevenire il rischio di allagamenti e alluvioni. Le lavorazioni servono a monitorare la situazione e a individuare e a curare criticità idrauliche oggettive. Il decoro urbano e la migliore fruibilità dei corsi d’acqua sono risvolti importanti e apprezzati dai cittadini, ma sono solo una positiva conseguenza dell’operato del Consorzio, a cui la Regione Toscana ha affidato la gestione del reticolo ai fini della difesa del suolo”

 

 

Lavori in corso per preparare i corsi d’acqua alla stagione delle piogge. Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno è in azione su tutto il territorio sangiovannese.

Otto i punti interessati dall’operazione di messa in sicurezza idraulica: abbracciano il reticolo che scorre nel centro urbano e quello che attraversa la periferia.

In tutto quasi 17 km di aste da sistemare, in linea con il piano delle attività 2021: il programma messo a punto dall’ente consortile, tenendo conto dei sopralluoghi effettuati dai tecnici, delle segnalazioni dei cittadini e soprattutto delle indicazioni dell’amministrazione comunale, con cui, prima di ottenere l’ok della Regione Toscana, è stato condiviso.

I “riflettori” si sono accesi prima di tutto sul borro delle Ville perché, a monte attraversa l’Autostrada A1  e perché scorre in un quartiere densamente popolato. Le lavorazioni si sono concentrate sul  tratto che va dal Madrigale all’immissione in Arno: 1150 m di sviluppo sottoposto allo sfalcio di erba ed arbusti e al taglio di esemplari malati, deperiti e instabili.

Altrettanta per il  Borro dei Frati, che attraversa sia la strada regionale 69 sia la linea ferroviaria. Il restyling (attualmente in corso) interessa l’asta da monte, sul tratto parallelo al cimitero comunale,  fino allo sbocco in Arno. Oltre 1.100 metri su cui, soprattutto a valle, sono presenti valvole a clepet che, nelle operazioni di taglio, necessitano di particolare cura per evitarne il danneggiamento.

A due passi dal centro, tornerà poi in terapia il Borro della Madonna, già sottoposto a un primo trattamento a inizio estate e su cui è già programmato un intervento di rimozione dei sedimenti, previsto da un lotto di lavori già assegnato da realizzare entro la fine di settembre. L’attenzione questa volta si concentrerà sul tratto compreso tra il Gorellino e l’immissione in Arno: in tutto 3.300 metri di tracciato, sviluppato in gran parte in ambiente urbano e caratterizzato da alveo e sponde artificiali, che necessitano di un attento monitoraggio con preventivo sfoltimento di erba e arbusti.

Uomini e macchine poi si sposteranno sull’immissario del borro, identificato con il codice AV 13441, più noto con lo storico nome di Borro Barulli: il tratto in manutenzione si sviluppa dal Podere della Vigna fino al borro della Madonna per una lunghezza di 1.050 metri e prevede tagli localizzati della vegetazione soprattutto in corrispondenza degli accessi ai fabbricati residenziali isolati.

Dal centro alla periferia. Grande attenzione sarà richiesta per il Vacchereccia, che, costeggiato dalla frequentata pista ciclo-pedonale, trait d’union tra il capoluogo e l’omonima frazione, è una delle aste fluviali più fruita del fondovalle.  Manutenzioni in vista  dalla  località Malpasso  fino alla confluenza con l’Arno. Nel tratto a monte, saranno eseguiti tagli localizzati e verranno rimosse alcune piante cadute; a valle invece è previsto lo sfalcio della vegetazione erbacea e i tagli selettivi di alcune piante in sofferenza, sia sulle porzioni caratterizzate da sponde artificiali sia sulle porzioni con sponde naturali.

Si sviluppa ancora in territorio sangiovannese il tratto indicato con il codice AV 12262, 365 metri in tutto, che si immette nel San Cipriano poco prima dell’abitato del Porcellino: anche su questo corso d’acqua  sono previsti sfalcio di infestanti  e rimozione di alcune piante di piccole dimensioni.

A completare la mappa dell’operazione fiumi sicuri, si aggiungono i 4.310 m del Borro del Quercio, a partire da Boccognano, e del suo affluente indicato come AV 14432 per 240 m. Sul corso d’acqua principale, che bypassa la strada regionale 69 e la linea ferroviaria, nel tratto a monte, dove la vegetazione è fitta e composta da arbusti e alberi, sono in programma tagli di piante soprattutto in prossimità delle infrastrutture; nel tratto a valle, saranno effettuati sfalcio di erbacee e tagli localizzati.

“I lavori sono suddivisi in due lotti differenti. In entrambi i casi – spiega l’ingegner Serena Ciofini, caposettore difesa idraulica del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno – la manutenzione dei corsi d’acqua è finalizzata  a conservare ed eventualmente a ripristinare le condizioni di regolare deflusso delle acque, anche al fine di monitorare eventuali situazioni di dissesto. A questo infatti serve il contenimento della vegetazione sviluppatasi lungo le aste fluviali attraverso lo sfalcio di erbe infestanti e arbusti e il taglio selettivo delle piante”.

“Come ogni anno, stiamo completando la manutenzione ordinaria del reticolo in tutto il comprensorio – commenta la Presidente Serena Stefani -. Il compito del Consorzio – lo ricordo – è di contrastare e mitigare il rischio alluvioni e allagamenti: un obiettivo assegnato all’ente con  chiarezza dalla normativa vigente. In  seguito all’esecuzione di molte lavorazioni, migliorano anche il decoro urbano e la fruibilità dei corsi d’acqua. Questi sono aspetti apprezzati dai cittadini e certamente importanti, ma, come dicevo, rappresentano la positiva conseguenza,  non la finalità principale dell’operato consortile. La manutenzione ordinaria programmata annualmente infatti serve per affrontare problemi di carattere idraulico e  quindi per individuare,  prevenire e  tamponare situazioni di oggettiva criticità, capaci di compromettere la corretta funzionalità del reticolo che ci è stato affidato dalla Regione Toscana”.

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